domenica 15 gennaio 2012

FAKE MARKET

Giornata uggiosa. Anzi, a dirla tutta piove della grossa.
Mi sono chiarita le idee sul clima di Shanghai: ognuno mi aveva detto una cosa diversa, quindi non sapevo bene cosa aspettarmi, anche perché la città ha la stessa latitudine del Nord Africa, quindi - a rigore - c’era da immaginarsi un clima sempre molto caldo, ed in più assai umido, come credo sia Hong Kong.
In realtà funziona così: l’inverno vero e proprio dura meno di 3 mesi. Fa piuttosto freddo e piove abbastanza (neve n.p.). Intorno a marzo già arriva il tiepidino, che prosegue con una bella primavera fino ai primi di giugno. Da metà giugno a fine agosto il clima fa schifo: è molto caldo (35° la notte, che vi sembra?) ed è umidissimo. Poi autunno nuovamente piacevole fino a ottobre- novembre e via così.

Riuscire a fare del turismo o delle attività con le bambine in una giornata di pioggia è abbastanza proibitivo, anche perché quando piove trovare un taxi in questa città sembra essere piuttosto difficile, e noi – fino a quando Andrea non potrà rifare la patente cinese (spero a marzo) – siamo vincolati da taxi e navette interne. Oggi abbiamo deciso che era giunto il momento che anche io conoscessi il famigerato Fake Market.
Da-daaaa:

Il FM altri non è se non un enorme edificio al cui interno, per i primi 5 o 6 piani, sono assiepati, in un susseguirsi incessante, dei piccoli corner che vendono copie, più o meno riuscite, di alcune marche di abbigliamento, jeans, giacconi, scarpe, telefonia, piccola tecnologia in genere.
In Cina non si può scrivere un blog non autorizzato, ma si può copiare un Moncler in tutta serenità. Bizzarro.
L’ambiente non è propriamente come alla Rinascente. Ricorda più un edificio amministrativo della Germania dell’Est dismesso da una decina d’anni. Specialmente i bagni, in cui non entrerei nemmeno sotto tortura (della Stasi, giusto per restare in tema).
La dinamica è la seguente: entri, sali le tue scale mobili e cominci ad aggirarti tra i corridoi, ostentando disinteresse per tutto. Occhieggi, tocchi qualcosa, ma non troppo interessato, perché altrimenti cominciano a martellarti con insistenza cercando di venderti la qualsiasi. In realtà dopo un po’ mi sono accorta che anche facendo l’indifferente, l’effetto mosca sul miele (potrei trovare altre metafore più colorite ma mi astengo) era assicurato, quindi ho cominciato a guardarmi intorno con più interesse.
Io non amo i negozi in cui il commesso mi pressa per vendermi qualcosa a tutti i costi. Io sono di quelle persone un po’ difficili, che devono avere le perfette condizioni al contorno per acquistare felici: nessuno che mi incalzi, nessuna figlia a carico (probabilmente anche senza marito, insomma un’asociale), un corpo perfetto. Ah, ah!
Ecco perché non compro mai niente.
Magicamente però siamo riusciti a trovare un venditore o due abbastanza tranquilli, cosa che ci ha permesso di tornare a casa con un discreto bottino. Per quanto mi riguarda un paio di stivali Hunter e un paio di jeans della Diesel incluso orlo, a più o meno 45 euro complessivi. Che non è male.
Il fatto è che devi contrattare sul prezzo, perché “funziona così”.
Lui scrive 450. Tu rilanci a 70.
Lui ride, e rilancia a 420. Tu ridi e scrivi 80.
Lui farfuglia qualcosa di incomprensibile e propone 400. Tu scuoti la testa e proponi 90.
Ad un certo punto lui si stufa e tu pure.
Ti chiede qual è il tuo ultimo prezzo e tu lo scrivi.
Lui rifiuta, allora parte il coup de téathre: te ne vai indignato, dicendo che è troppo.
Lui ti insegue. E infine chiudete il tutto.
Per me è troppo faticoso. La mia mamma si divertirebbe un mondo.

4 commenti:

  1. Insisti, insisti, che la genetica è dalla nostra parte: manca solo l'allenamento!

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  2. Patente cinese? Oh my goodness!
    Non vi facevo così audaci :-)

    Confermo le tue previsioni metereologiche per l'anno 2012... Esatto, ieri ero dal parrucchiere! La hairstylist dice che addirittura da febbraio arriva la primavera. Il bimbetto infatti, l'ha già spedito la scorsa settimana con una amica che rimpratriava.
    Direi che dovete resistere al massimo un mese o pocho più.

    Senti, questa cosa del fake market non fa che aumentare la mia invidia!
    Certo mercanteggiare sfianca... ma vedrai che poi sarà un problema tornare ai nostri prezzi bloccati.

    Per quanto riguarda le tue "condizioni di acquisto", ti comprendo benissimo, infatti ho ovviato il problema della commessa invadente e generalmente molto poco simpatica, acquistando praticamente tutto online... stavo giusto appunto valutando di comprare anche il frigorifero su internet, che ieri sera, surprise! mi ha piantato in asso... grrr!
    Meno male che a Milano da un paio di giorni c'è -1°, così ho buttato via solo i surgelati (ormai non più surgelati), e le vettovaglie del frigorifero le ho potute trasferire sul mio balco-veranda vista tapparelle chiuse del civico 4 (ma possibilie che di fronte a noi stiano tutti barricati in casa?), adoro le amenità della vita che si accalcano alla mia porta!

    Cara Giò, concedimi di usare il nomignolo confidenziale, continuo a leggerti positiva e ottimista, che bello!

    Al prossimo post allora!

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    Risposte
    1. MI chiedo come mai non ci siamo frequentate a Milano.....
      ;-)

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    2. Mah!? Bisognerà chiederlo all' oracolo cinese dei mutamenti...
      Baci

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