venerdì 29 novembre 2013

WO GONGZUO

Con le cosce di pollo e i muffin nel forno, la casa riordinata dopo il gioco pomeridiano e le belve sedate a patatine davanti a un cartone con amici, mi sento sufficientemente multitasking da poter affrontare anche una mezz’oretta di computer per aggiornarvi, dopo una latitanza a dir poco vergognosa.
Però, almeno una ragione ce l’ho.
Ebbene, non malignate. Non ho avuto troppo da fare giocando a tennis con le amiche o pranzando fuori per ammazzare la noia delle prime giornate invernali.
Succede che, per motivi del tutto fortuiti, ho cominciato a lavorare. E per giunta a fare proprio il mio lavoro. Quello che facevo prima, in Italia.
La scineiscegiscì.

martedì 12 novembre 2013

SON SODDISFAZIONI

Ci sono cose che danno veramente soddisfazione.
Una di queste, come ben sapete, è avere le figlie nelle scuole internazionali.
Che lustro, che prestigio.

martedì 5 novembre 2013

PIU' CHE ALTRO TRIC E TRAC


Otto giorni che non scrivo nulla. Eppure di cose ne ho fatte.  Anzi, forse ne ho fatte pure troppe.
Un’iperattività che però mi lascia un po’ scontenta, perché è molto di azione e poco di relazione.

lunedì 28 ottobre 2013

VALUTAZIONI

Ho provato l’entusiasmante esperienza del primo colloquio coi maestri. Che qui, siccome sono inglesi e si pagano un sacco di soldi, tanto per cominciare li chiamano PARENT-TEACHER INTERVIEW. Per dare un’idea di maggiore, come dire, intimità.
Dunque, io non ho esperienza diretta di scuola elementare in Italia, ma per come sono organizzate le cose, l’operazione non è mica da ridere: innanzitutto perché devono essere presi gli appuntamenti online, accedendo al sito della scuola tramite username barra password.
Facile, direte voi.
Mica tanto, dico io.

mercoledì 23 ottobre 2013

ESTICAZZI

Titolone su Yahoo.it.
Marchesa choc: Gregory mi ha lasciata. Daniela Del Secco D’Aragona con una rivelazione sorprendente. E poi dichiara: “Spero che torni presto”.

lunedì 21 ottobre 2013

Bùxìng (DISGRAZIE)

C’è chi le chiama “concatenazione di sfighe”, chi invece “succedersi di eventi sfortunati”.
Io la chiamerei una giornata di merda.
Intendo quella che inizia sotto i migliori auspici: il sole, gli uccellini che cinguettano, i giardinieri che ti scaricano sotto la finestra di casa imprecando alle 5:59 un massiccio ammontare di tappeti erbosi perché in effetti la scorsa settimana altri alacri giardinieri avevano zappato la terra per rimuovere il vecchio stecchito pratino grosso modo allo stesso orario.
Con le bimbe nessun litigio: tutte brave, tutte a scuola nei tempi e di discreto umore, ché dire “buono” con quelle due non si sa mai.
Accade però che il fato crudele inizi ad accanirsi e - una volta iniziato - decida che ci ha preso gusto.

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