lunedì 27 febbraio 2012

INTERNO CINESE

Le case a Shanghai sono costruite con lo sputo. Dal grattacielo alla villetta monofamiliare passando per il condominio, mi è sembrato di capire che la tecnica sia sempre la stessa. Una struttura (di legno, di metallo, di cemento) e poi cartongesso come se piovesse. Il risultato per noi che siamo abituati a percepire una certa solidità nelle case, è che anche se sei al 30° piano di un palazzone ti sembra di vivere tra pareti di origami.
Come se non bastasse, i serramenti sono pessimi, quindi lo spiffero è all’ordine del giorno. E qui vento ne tira parecchio.
La differenza più forte rispetto alla casa di Milano è senza dubbio nel sistema di riscaldamento. Come ho già avuto modo di accennare, qui le case non hanno il riscaldamento tradizionale a radiatori o pannelli perchè Shanghai non viene considerata una città fredda, dato che Mao ha deciso così. 

sabato 25 febbraio 2012

POST PER PALATI FORTI

Ogni tanto il post-testimonianza è necessario. Breve breve, però. Giusto il tempo per non farvi scoprire che in realtà non siamo partiti per Shanghai, ma siamo a Cesano Boscone in una suite dotata di ogni confort, a fingere un espatrio che non esiste ed a dilettarci tra saune e massaggi ai piedi, con le bambine che stanno imparando il sanscrito.
Riporto quindi brevemente due esperienze avvenute haimè lo stesso giorno, forse troppo per la mia vista, il mio olfatto e il mio buongusto.

giovedì 23 febbraio 2012

COME ERAVAMO

Quando eravamo piccole mia sorella ed io vivevamo alcune esperienze con una certa frustrazione e soprattutto con grandissima invidia verso gli altri bambini per una serie di cose che non potevamo fare. Oggi ci ridiamo sopra e forse godiamo anche un po' a far sentire i genitori "in colpa", ma nei panni di un bambino era proprio dura...

martedì 21 febbraio 2012

THE PEN IS ON THE TABLE

Oggi esperienza bizzarra. 
Hanno deciso di saggiare la nostra conoscenza della lingua cinese prima di concordare modi e tempi del corso che abbiamo deciso di fare. 
Un passo indietro: l’azienda di Andrea per contratto sovvenziona il corso di cinese, qualora si desideri farlo. Sia io che la mia dolce metà decidamo che, nonostante la cosa si prospetti faticosa (4 ore a settimana, più il tempo dei “compiti” necessario a non perdere i progressi fatti), imparare a spiccicare due parole sia INDISPENSABILE, per non sentirsi dei babbei. Naturalmente è una nostra personalissima scelta, perchè urge specificare che si può vivere a Shanghai arrabattandosi con inglese, francese, linguaggio dei segni, linguaggio del corpo, li-mortacci e gesto dell’ombrello.
Però, non tentare un piccolo progresso significa non avere il minimo interesse per quello che ci circonda e soprattutto perdere un’occasione che non a tutti è data.

lunedì 20 febbraio 2012

DOMENICA E' SEMPRE DOMENICA


Il bello è che dopo un week-end passato a casa perchè piove, uno trascorso all’ICIA (trad. Ikea) a comprare tutto lo scibile umano, uno a fare la spesa, uno a montare i mobili dell’Ikea ché non puoi mica lasciarli imballati per un anno, alla fine è arrivato il momento del week-end di relax. Complice un tempo quasi fantastico, con freschino ma non freddo, sole splendente e azzarderei a dire quasi il cielo azzurro, ci siamo dilettati nel cazzeggio piu’ totale in giro per la città, scoprendo che nonstante i miei malevoli post, le critiche, le diversità endemiche tra Cina ed Europa, si può stare anche qui piuttosto bene e godersi la vita con quello che la città offre di bello.

giovedì 16 febbraio 2012

VA-VA-VUMA

Una delle principali attivita’ dell’espatriato a Shanghai consiste nel prendere il taxi. A meno di non essere tra coloro che dispongono di auto con autista incorporato (altra pratica piuttosto diffusa, almeno quanto l’abitudine degli autisti di oziare tra una corsa e l’altra fumando come disperati o ravanando nelle proprie narici), per comodita’ quasi tutti tendono a preferire per i propri spostamenti il taxi alla metropolitana, benche’ la citta’ disponga di una rete di subway da fare invidia a New York. Il fatto e’ che il taxi costa poco: con la tariffa base di 14 rmb (circa 1 euro e 70) si fa gia’ una bella tratta; in seguito il tassametro comincia a scorrere in base ai chilometri e non al tempo, cosa che cambia parecchio la tariffa finale, soprattutto se parliamo di una citta’ congestionata dal traffico.
La nostra media quindi (almeno fino a quando Andrea non riuscira’ a rifare la patente, per motivi burocratici non prima di marzo) e’ di circa un paio di taxi al giorno.
E’ allora facile immaginare non solo che lo spettro umano sia molto ampio, ma anche che ho imparato molto bene sulla mia pelle di cosa sto parlando.
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