Oggi esperienza bizzarra.
Hanno deciso di saggiare la nostra conoscenza della lingua cinese prima
di concordare modi e tempi del corso che abbiamo deciso di fare.
Un passo indietro: l’azienda di Andrea per contratto sovvenziona il
corso di cinese, qualora si desideri farlo. Sia io che la mia dolce metà
decidamo che, nonostante la cosa si prospetti faticosa (4 ore a settimana, più
il tempo dei “compiti” necessario a non perdere i progressi fatti), imparare a
spiccicare due parole sia INDISPENSABILE, per non sentirsi dei babbei.
Naturalmente è una nostra personalissima scelta, perchè urge specificare che si
può vivere a Shanghai arrabattandosi con inglese, francese, linguaggio dei
segni, linguaggio del corpo, li-mortacci e gesto dell’ombrello.
Però, non tentare un piccolo progresso significa non avere il minimo
interesse per quello che ci circonda e soprattutto perdere un’occasione che non
a tutti è data.