lunedì 8 ottobre 2012

IMPRESSIONI DI CINA

Mica è facile adesso raccontarvela.
Siamo reduci da questo viaggio, il primo vero viaggio in giro per la Cina, da quando siamo entrati nel magico mondo degli espatriati. E - devo ammettere  - è andata proprio bene. Certo ci ha aiutato il fatto che il viaggio fosse stato organizzato abbastanza nei dettagli, il ché ha significato non avere tempi morti, ma anche ESSERE stanchi morti, nel senso che i tempi di sosta sono stati pochi, se non nulli. 
La principale artefice del nostro programma è stata l’amica C. che - con il piglio della signorina Rottermeier, con la disciplina di una “vergine-ascendente-vergine-laureata-in-chimica” come lei stessa si definisce, e con quella severità che non ammette deroghe – ci ha preparato ed edotto tappa per tappa.
Descrivervi tutto è praticamente impossibile, però....

TAPPA 1: regione del Longji, dove siamo arrivati dopo due ore di aereo e altrettante di pulmino zozzo, la prima simpatica sorpresa del viaggio. Arrivati all’aeroporto di Guilin abbiamo avuto il piacere di conoscere la nostra guida, un giovanotto cinese che si è presentato come Johnny (diventato, a seconda delle circostanze Johnny Bassotto, Johnny Stecchino, J.I. Johnny….) che aveva tre peculiarità: correre sempre come un pazzo, spesso dimenticandosi di noi pur di seguire il time-table, calcolare male i tempi di attesa e parlare di se’ in terza persona. “Oggi Johnny vi porterà alle cascate…Se avete qualche problema chiedete a Johnny….” Diciamo che l’abbiamo preso per un amico immaginario della guida e ce ne siamo fatti una ragione. 
Nel Longji lo scopo era raggiungere uno dei tanti paesini di case di legno arroccate in montagne di circa 800 metri .s.l.m dai quali partono le passeggiate panoramiche delle risaie, che si sviluppano per valli e valli in tutta la zona.
L’effetto è questo, ed è bellissimo.

Per raggiungere il paesino abbiamo dovuto prima aspettare in una specie di campo base dal quale partivano le varie corriere per la montagna. Attesa stimata mezz’ora, che grazie all’amico di Johnny è diventata di 3 ore. In questo lasso di tempo, come del resto nell’arco di tutta la vacanza, le bambine sono state letteralmente assediate dai turisti cinesi che, dimentichi delle bellezze locali, appena vedono dei piccoli occidentali, meglio se bebè, biondi, ricci e con gli occhi blu, vanno fuori di testa. 
Ho visto scene che voi umani non potete immaginare. 
Solo chi è stato in Cina lo sa e –aggiungerei – non nella Cina delle grandi città, perché se già a Shanghai le mie figlie sono al centro dell’attenzione per strada, nelle zone più sperdute la gente le guarda come alieni. Si sono sfiorate risse, incidenti stradali e ingorghi, nel tentativo di fotografare o farsi fotografare soprattutto con Orson.

TAPPA 2: dopo una notte in un pittoresco quanto precario albergo fatto interamente di legno, dove era esplicitamente richiesto di non saltare, per non rischiare di bucare il pavimento, dove la notte ho sentito il mio vicino del piano di sopra TALMENTE vicino che pensavo di essere in un letto a castello, soprattutto quando ho sentito il rumore dei tasti del suo telefonino, dove fare una doccia significava rischiare la scossa ad ogni brusco movimento. Insomma dopo una notte movimentata e dopo la passeggiata tra i campi di riso, nel pomeriggio siamo ripartiti alla volta di Guilin, paesello di pochi milioni di abitanti dove ci siamo intrattenuti visitando una perdibile caverna e poi dilettandoci in una piacevole crocerina serale, indubbiamente molto turistica, ma tutto sommato carina.
Nessuna nota a margine, se si escludono le consuete trecento foto a Orson, l’aver imparato che non bisogna MAI buttare l’occhio sulle cucine dei ristoranti dove si è mangiato (MAI MAI MAI!!!!) e il definitivo sdoppiamento di personalità del nostro inimitabile Johnny.
L’indomani il programma prevedeva di raggiungere l’ultima località, su qualcosa a metà tra un battello ed una chiatta, con una crociera di 4 ore lungo il fiume Li, che ci ha condotto da Guilin a Yangshuo. Su questi battelloni, che si muovono in massa da una meta all’altra, si guarda il panorama, si fanno le foto al fiume e ai suoi scenari, e a una cert’ora si pranza, perché ogni barcone è dotato a poppa di una cucina “en plain air” (non guardare la cucina- non guardare la cucina- non guardare la cucina) che verso mezzodì sciorina una caterva di cibi cinesi disposti in vassoi riscaldati che a fine pasto vengono svuotati e ripuliti mediante kleenex senza che l’acqua possa fare capolino per una passatina, non sia mai che diventino troppo puliti (e forse è meglio così considerando che l’alternativa è un lavacro con acqua di fiume).

TAPPA 3: arrivati a Yangshuo, altro paesone sovraffollato, ci hanno allietato altri due momenti  “clou”: la sera abbiamo assistito al famoso Impression Liu Sanjie Show, spettacolo ideato da tale Zhang Yimou, che se là per là non vi dice nulla, forse vi si apre un mondo nel momento in cui vi dico che è un notissimo regista cinese, creatore tra le altre mille cose, dello spettacolo di inaugurazione e di quello di chiusura delle Olimpiadi di Pechino. 
Lo spettacolo si svolge all’aperto entro uno scenario bellissimo che ha per scenografia lo sfondo naturale delle montagne locali e – ovviamente – il fiume. Si gioca tutto su un sapiente mix tra luci, costumi, musica e soprattutto la presenza di oltre 500 comparse. Davvero "impressive", come direbbero gli inglesi. 
Le nostre foto sono improponibili, perché lo spettacolo era notturno e la visuale lontana, però non posso non mostrarvi qualcosa. Andatevi a vedere questo: 
Yangshuo, probabilmente a causa del periodo festivo, è stata abbastanza impraticabile, motivo per il quale ci siamo intrattenuti il più possibile in un lungo giro il bicicletta nelle campagne circostanti. Questa è senz’altro la vera Cina: luoghi che sembrano remoti, primitivi, dove la gente vive di nulla e ti guarda con curiosità e un po’ di sospetto, dove ci sono scorci bellissimi e dove il fiume detta legge. Oggi il fiume è ancora di più la loro grande risorsa turistica perché vi organizzano percorsi (rafting lo chiamano, ma di rapide nemmeno l’ombra) su zattere di bambù guidate da uomini tonici nel fisico ma dal viso invecchiato prima del tempo. 
Per qualche strana regola inspiegabile la guida ha deciso di offrire agli uomini la possibilità del rafting (una comoda crociera sull’acqua seduti a prendere il freschetto: molto macho!) mentre noi donne, con bambine e zaini al seguito ci siamo dovute smazzare un’ora di orologio di strada collinare da schiatto, non solo per la fatica, ma anche perché la stessa strada era percorsa da pazzi furiosi che guidavano completamente dimentichi della presenza di ciclisti. Forse esagero, ma per un momento ce la siamo vista brutta…..
O forse era un po’ di invidia.

Comunque, se la stanchezza ti porta istintivamente a dire che alla prossima vacanza andremo in Thailandia in un Resort a cazzeggiare, poi ci ripensi e ti dici che hai finalmente visto un po’ di Mondo, quello vero.

14 commenti:

  1. Molto interessante!Dal tuo racconto pareva di esserci.E che folla a fotografare le tue stupende bimbe! Cora

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    1. Ammetto che l'ultimo giorno ho un po' dato di matto e ho fatto barriera perché non le fotografassero più, a meno che non ci chiedessero il permesso (eccezione, non regola!)

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  2. beh, dai, dopo quasi un anno, un po' di cina vera ti ci voleva :o)
    sono felice che vi siate divertiti! adesso ti manca kunming, lijiang, dali, her bin, shangri-la, xi'an, beijing, urumqi, kashgar... zzzzzzzz.... mi sto addormentando anch'io...
    per la thailandia c'e' tempo!
    cris

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    1. Te lo dico..mi hai messo un po' di ansia!

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  3. in un mese a pechino con la bimba di 6 mesi (bionda con gli occhi azzurri) se avessi ricevuto 1 yuan per ogni foto sarei diventata bilionaria!!! era una cosa da pazzi, sembrava di essere la madre di lady gaga, non potevo fare 1 metro senza dovermi fermare perche' in 3 volevano a tutti i costi fotografarla e siccome ho pure beccato un weekend di festa anzionale con un mucchio di cinesi di campagna turisti a pechino, c'erano direttamente i muri di obiettivi che ci si paravano davanti.... ma succede anche a te che ti danno i figli loro da tenere in bracco per fotografarli con te e le bimbe? a me pure quello, saro' finita nei facebook di centinaia di persone....inquietante, specie quando mi inseguivano nei gia' difficili attraversamenti pedonali..

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  4. non volevo metterti ansia (se l'ho davvero fatto, mi dispiace), ma curiosita' - perche' so che sei una persona curiosa! - per i mille altri luoghi da visitare. in fondo hai ancora due anni :o)
    e se hai bisogno di qualche dritta sai dove venire.
    cris

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  5. Spelndidi posti e splendide foto! Quelle montagne terrazzate sono uno spettacolo!

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    1. Pensa a quei poveri cristi che le devono coltivare: in fondo non sono altro che risaie!!!!

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  6. Sei inimitabile: ogni volta che ti leggo apprezzo il tuo stile (e mi faccio anche delle belle risate, sei davvero divertente!)
    Splendide foto (e splendide bimbe).
    Anche io prima o poi vorrei vedere un po' di "vera Cina", ma con i due pupi scalmanati per ora ancora non me la sento... dopotutto non ho visitato nemmeno Suzhou dove vivo. Per ora sogno il resort in Thailandia!

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