domenica 17 agosto 2014

STRATEGIE DI SPACCIO

In casa di ogni espatriato prossimo al rientro a "casa" dopo la pausa estiva si trova sempre questo.







Tradotto: almeno un centinaio di euro in generi alimentari non indispensabili, ma certamente necessari a garantire un generale miglioramento dell'umore nei momenti di bisogno o di nostalgia (più o meno gastronomica) della madre patria.

Per chi non lo sapesse, la maggior parte di quello che viene acquistato da noi poveri migranti è - per usare un termine sobrio - decisamente odoroso. Per qualche strano e misterioso motivo tendiamo a portarci sottobanco solo generi alimentari dagli aromi a dir poco forti, quasi a volerci ricordare prima di tutto con l'olfatto le nostre origini. Pecorini, parmigiani, ricotte salate, salamini di ogni foggia e provenienza, coppe e prosciutti, in un miscuglio olfattivo decisamente inebriante.
Tuttavia tale pratica non sarebbe propriamente consentita, prova ne è la muta di cani (lo so esagero, ma devo metterla un po’ giù dura, no?) che la polizia sciorina davanti ai nastri trasportatori dei bagagli, nell'attesa di scoprire, sputtanare e possibilmente depredare il malcapitato viaggiatore.
Mi hanno raccontato di un signore che, scoperto con la valigia piena di parmigiano millesimato di prima qualità, pur di non lasciarlo nelle mani (e nelle fauci) dei poliziotti, gettò a terra la forma, calpestandola con rabbia fino a renderla una poltiglia immangiabile. O di un altro che, scoperto con una confezione da mezzo chilo di superbo fois gras francese, preferì mangiarselo tutto (mezzo chilo, appunto) seduta stante davanti al controllo bagagli piuttosto che cederlo alle autorità (in)competenti.
Si sa, l'uomo è imprevedibile. E l'uomo cui viene sottratto il prezioso cibo lo è ancora di più.
Di qui, la necessaria procedura di camouflage olfattiva cui è necessario sottoporre i propri averi, nel tentativo di depistare eventuali segugi, e di cui noi – modestamente parlando – siamo ormai maestri.
Primo step: incartamento sottovuoto, che qualsiasi pizzicagnolo normodotato è in grado di produrre
Secondo step: accurato lavaggio dell'involucro plastificato
Terzo step: una prima profumazione (consiglio Burberry Baby, non aggressivo ma deciso)
Quarto: avvolgimento il primo strato di carta alluminio
A seguire: seconda tornata di profumazione
Dulcis in fundo: avvolgimento in pellicola trasparente, secondo talune teorie anch’essa profumata

Si suggerisce inoltre di preferire la distribuzione degli averi tra più bagagli, onde ridurre le probabilità di essere scoperti e di vedersi ridurre il bottino.
Non ultimo, preferire voli con arrivo all'alba: i cani da pecorino, si sa sono pigri. 
O forse grassi, a furia di sequestri.

4 commenti:

  1. Ma bellissimo sto post! Io non porto mai niente perché mi scofano tutto quando sono in Italia... Ma magari ora che anche io abito via dall'Europa quando torno a Natale farò lo stesso :) Ottimi suggerimenti, grazie!

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  2. Ma scusa, se dichiari ciò che imbarchi, non è consentito??

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  3. No, Moky. Quasi tutti i prodotti alimentari non possono essere importati nella maggior parte dei paesi. Poi ti voglio vedere a spiegare che hai della carne di maiale cruda

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  4. Mi hai fatto morire dal ridere!!! Buona scorpacciata ;)

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