lunedì 21 luglio 2014

EMOZIONARSI UN PO'

Consideravo che, da quando sono assurta al ruolo di ESPATRIATA, la mia vita ha subìto più emozioni rispetto a prima, o, per meglio dire, probabilmente solo emozioni molto più intense. E queste emozioni sono spesso coincise con i rientri, ovvero con gli incontri con gli amici o con le famiglie, persone dalle quali non ero abituata a stare lontana per MESI, come di fatto accade.

Ora, gradualmente, mi sono accorta che i rientri in Italia in Estate come in Inverno, stanno diventando una routine, un'abitudine (oltre che una fatica, in tutta onestà), forse meno emozionante, per quanto sicuramente desiderata da me come dalle mie figlie. Tornare significa ormai, soprattutto in questa stagione, ritrovare delle piccole cose, che sono diventati nuovi punti di riferimento: le amiche dell'asilo, il gelataio e il grissinificio sotto casa, la casa, appunto, sempre uguale ma sempre un po' più malconcia, che regala sorprese e guasti ad ogni rientro, il mare coi nonni di qui è poi con quelli di lì, l'orto e le lucertole in campagna, e per me sopratutto cibo e aria buoni. 
La sensazione che in Cina si respiri e si mangi male è molto più forte una volta in Italia. Così come la sensazione che in Italia ci siano un sacco di cose che invece NON mi mancano affatto, e non starò qui ad elencarle, perché sono -tragicamente- sempre le stesse.
Ecco perché mi ha fatto così piacere "l'improvvisata" della mia dolce metà, che si è sobbarcato 9.000 km di aereo più 3 ore di macchina, senza dire nulla a nessuno, per presentarsi al mare una domenica mattina di pioggia e passare con noi qualche giorno di vacanza.
Perché ho rivissuto l'emozione forte, ed è stato un vero piacere.
Grazie. Grazie.

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