lunedì 21 ottobre 2013

Bùxìng (DISGRAZIE)

C’è chi le chiama “concatenazione di sfighe”, chi invece “succedersi di eventi sfortunati”.
Io la chiamerei una giornata di merda.
Intendo quella che inizia sotto i migliori auspici: il sole, gli uccellini che cinguettano, i giardinieri che ti scaricano sotto la finestra di casa imprecando alle 5:59 un massiccio ammontare di tappeti erbosi perché in effetti la scorsa settimana altri alacri giardinieri avevano zappato la terra per rimuovere il vecchio stecchito pratino grosso modo allo stesso orario.
Con le bimbe nessun litigio: tutte brave, tutte a scuola nei tempi e di discreto umore, ché dire “buono” con quelle due non si sa mai.
Accade però che il fato crudele inizi ad accanirsi e - una volta iniziato - decida che ci ha preso gusto.

Ore 8:30
Incastro il motorino nei parcheggi davanti alla fermata della metropolitana e via! scendo e mi infilo nella linea 10. Devo andare al corso di photoshop, in un centro expat che fino all'anno scorso distava da casa mia più o meno 35 minuti, mentre ora, qualsiasi scelta di linea metropolitana io compia, mi comporta circa 1 ora e 10 minuti di strada. Una gran rottura di palle, non fosse che il corso è utile ed interessante e ho preferito non rinunciare solo per una questione di distanza. Decido per la combinazione di linea 10 + linea 2, se non ché una volta salita sul vagone della 2, il treno non parte e resta inchiodato alla fermata per interminabili minuti.
Il problema è che non solo non conosco bene il cinese, ma non lo conosco nemmeno inmodosufficientedacapireunannuncio, ovvero: lo speaker parlava e io non capivo una mazza. Dopo 25 minuti di attesa ho deciso di farmene una ragione e sono schizzata in superficie dove altre centinaia di cinesi stavano cercando di chiamare il taxi (ma altre decine di migliaia erano rimasti stipati nei vagoni in attesa di un vaticinio...).
Risultato: partita dalla scuola di Maia in largo anticipo, sono arrivata al corso con quindici minuti di ritardo, per un tempo totale di 1 ora e cinquanta minuti di tragitto.

Ore 10:15
Non paga, ho realizzato di aver lasciato a casa il mouse e il cavo di alimentazione del computer (oggetto discretamente necessario nell'ambito di una lezione di computer grafica) che ovviamente, dopo una mezz'oretta di autonomia ha agilmente tirato le cuoia. Immaginiamoci dunque il diletto di seguire una lezione di computer senza computer, prendendo frenetici appunti e improvvisando disegnini di schermate sul mio quaderno.

Ore 13.00
Per stare tranquilla, finita la lezione prendo un taxi, che attraversa la città in un baleno e mi riporta alla fermata della metropolitana di cui sopra. Scendo alla distanza e un pizzicorino mi prende al naso perché solitamente vedo da lontano il colore sgargiante dello scooter, che tra l’altro è anche piuttosto grosso. Ora non vedo nulla. 
Mi aggiro per tutti e quattro i parcheggi della metropolitana, ma niente.
Fregato.
Fottuto.
Kaput.
Bèi dào.
被盜

DIO COFFEE, mi viene da dire.
Ho anche il cellulare scarico e non posso nemmeno chiamare Andrea per smadonnare in libertà. 
Mi tocca aspettare pure la ricarica.

Ore 13.45
Con la coda tra le gambe arrivo a casa. E se già ero “scornata”, una volta sbirciata la casella della posta mi sono proprio girate le palle.
Sto cercando di inventarmi una piccola attività di grafica. Niente di speciale, ancora in fieri. Ma mi piace disegnare, so mettere insieme le immagini, sto studiando per migliorare le mie capacità, per cui ho pensato di proporre ad alcune expat che stanno organizzando la festa di Halloween del compound di preparare per loro l’invito. Quella che ho contattato si è dichiarata “Very glad” della mia iniziativa e – dopo aver visto il mio lavoro – mi ha scritto che le è piaciuto molto.
Va da se’ che oggi nella casella della posta ho trovato l’invito alla festa di Halloween. E naturalmente non quello (modestamente, bellissimo) fatto da me. Ma quello fatto da un’altra. 
Una cosa molto originale: tutto arancione, con i disegni delle zucche assassine e il castello indemoniato.
Probabilmente Alice sapeva fare di meglio.

Il problema è che ora sono solo le 15.00.

6 commenti:

  1. Davvero una giornata" particolare" ! peccato per il motorino :era proprio bello" Mettila così: quando torni non avrai il problema dell'immatricolazione! A meno che.... Ma sì ,sono quasi sicura che sarà sostituito: troppo utile.! Cora

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  2. Ragazzi, che giornataccia! (L'imprecazione citando la catena di coffee bar mi ha fatto morir dal ridere!)

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    1. Ormai è un must di tutti i momenti buii...

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  3. IL MOTORINO? ossia, quello stupendo di qualche post fa? NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO

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  4. Noo, un'ora e quarantacinque di tragitto noo è una cosa che io non riuscirei a sopportare! Comunque fai bene a frequentare corsi di photoshop, sono molto utili :)

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